VESTIBOLOGIA

Videonistagmografia (VNG) – Video-oculografia (VOG) – Elettronistagmografia (ENG)

Il sistema vestibolare è un sistema chiuso, non esplorabile in via diretta. Lo studio della sua funzionalità è realizzabile sfruttando le importanti connessioni che esso contrae con l’apparato visivo, col sistema propriocettivo e con quello muscolare. Lo studio della postura e dell’equilibrio sono di recente inserimento nella routine vestibolare; tradizionalmente, in ambito audiologico, l’attenzione è stata rivolta allo studio del riflesso vestibolo oculomotore (VOR) e solo di recente la vestibologia classica si è arricchita di una serie di valutazioni inerenti i movimenti oculari da stimolo visivo. L’Elettronistagmografia (ENG), è stata per lungo tempo l’unica metodica disponibile di registrazione e di analisi dei movimenti oculari ed ha consentito di migliorare significativamente lo studio scientifico della fisiopatologia del VOR; ancor oggi, dopo l’avvento della VOG, l’ENG rimane una tecnica molto diffusa. Essa si basa sul rilievo, tramite elettrodi, del potenziale corneo-retinico, un potenziale esistente a riposo tra la cornea (+) e la retina (-) e legato all’attività metabolica dell’epitelio pigmentato della retina. In condizioni di sguardo retto gli elettrodi si trovano su una linea equipotenziale e rilevano, pertanto, una differenza di potenziale pari a 0 Volt. Quando l’occhio ruota nell’orbita, l’orientamento del dipolo elettrico varia e gli elettrodi, che vengono a trovarsi su linee equipotenziali diverse, rilevano una differenza di potenziale proporzionale al seno dell’angolo di rotazione del bulbo oculare. Questo segnale bioelettrico, opportunamente trattato, viene tradotto in un grafico che rappresenta il movimento oculare compiuto.

La Video-oculografia (VOG) è un’importante evoluzione della metodica precedente e permette di approfondire lo studio del riflesso visuo-oculomotore e del VOR attraverso l’osservazione dell’immagine televisiva dell’occhio. L’acquisizione della posizione del bulbo oculare viene effettuata con l’utilizzo di telecamere sensibili alla luce infrarossa e, quindi, utilizzabili anche nell’oscurità. L’assetto tecnico è costituito da una maschera con una o due telecamere. Qualora l’immagine video venga acquisita ed archiviata; mediante l’applicazione di un software che è in grado di scomporre il segnale rilevato lungo gli assi verticale e orizzontale, in modo da ottenere un tracciato simile questa viene chiamata video-nistagmografia (VNG).

saccadi smooth 1

 

Potenziali evocati vestibolari miogeni (VEMPs)

Permettono di studiare la funzione otolitica, in particolare quella della macula del sacculo mediante lo studio di un riflesso vestibolo-collico la cui integrità dipende dalla corretta funzione della macula sacculare, del nervo vestibolare, dei nuclei vestibolari, del fascio vestibolare mediale, del nucleo del nervo accessorio e degli SCM.

La metodica consiste nel mandare al paziente che è disteso sul lettino un particolare  stimolo acustico mediante cuffia mentre antero-flette il capo sul collo. L’esame dura qualche minuto e non crea dolore.

Verticale visiva soggettiva (SVV)

È una metodica che serve per valutare la funzione dei recettori otolitici presenti nelle macule dell’utricolo e del sacculo che hanno la funzione di informare il sistema nervoso centrale sulla “verticalità” del soggetto rispetto alla verticale gravitazionale.

L’esame viene effettuato in una stanza oscurata; il soggetto è posizionato in piedi alla distanza di un metro da un monitor sul quale appare  una barra luminosa della lunghezza di 15 cm: gli viene richiesto di posizionare la barra lungo l’asse gravitazionale verticale mediante l’impiego di un joystick e fare ruotare la barra finché questa non la percepisca come perfettamente dritta.

In situazioni normali, una persona riesce ad allineare la stessa a + 2°/-2° rispetto al valore 0 della verticale gravitazionale.

Il soggetto con disturbi della funzione otolitica tenderà ad allineare la barra dal lato patologico per le lesioni periferiche e/o centrali bulbari mentre invece sarà verso quello sano per quelle ponto-mesencefaliche e sottocorticali.

 


Dott. Tiziano Guadagnin

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Firenze
Specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Università di Padova
Specialista in Foniatria presso l’Università di Padova
Master di II livello in Otoneurologia presso l’Università di Siena
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