La RIABILITAZIONE VESTIBOLARE

Un supporto indispensabile nel trattamento della vertigine!

È convinzione comune che quando un paziente riferisce di avere vertigini lo si consigli di stare fermo il più a lungo possibile fino a che la sintomatologia scompaia ! Purtroppo questa è una affermazione valida solo in alcuni casi.

Nel 1944 il Dott. Cawthorne, medico ORL del National Hospital, ed il Dott. Cooksey, reumatologo del King’s College Hospital, pubblicarono un articolo in quanto si erano accorti che i pazienti, che soffrivano di vertigini, se invitati a muovere la testa precocemente miglioravano e guarivano molto più rapidamente rispetto a quelli che ne limitavano i movimenti.

Prima di proporre alcuna terapia, farmacologica o riabilitativa, vi è la necessità di effettuare l’inquadramento del paziente che soffre di vertigini mediante una diagnostica clinica e strumentale che permetta di comprendere se il disturbo sia di origine vestibolare o extravestibolare e se di origine vestibolare sia a sede periferica o da interessamento del sistema nervoso centrale.

Per questo vengono eseguiti solitamente una serie di accertamenti, fra i quali i più importanti sono:

  • Visita vestibolare otoneurologica con anamnesi mirata;
  • studio del nistagmo spontaneo, di posizione e di posizionamento mediante video nistagmografia
  • studio del sistema visuo oculomotore
  • stimolazione calorica bitermica

Le fasi delle alterazioni anatomiche e funzionali

Quando la lesione che ha interessato  il sistema vestibolare ha avuto un’insorgenza acuta si verificano immediatamente delle alterazioni anatomiche, e di conseguenza anche  funzionali, che evolvono generalmente nelle seguenti fasi:

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1) Prima fase

Si manifesta immediatamente dopo una lesione: il soggetto mostra importanti sintomi di disequilibrio, nistagmo spontaneo, inclinazione della testa e deviazione della marcia verso il lato leso;  vi è soprattutto un impiego farmacologico con finalità sia per curare la possibile causa che per ridurre e controllare i sintomi.

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2) Seconda fase

Recupero parziale ma rapido delle asimmetrie sopra descritte;

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3) Terza fase o del compenso

Durante il quale il recupero funzionale  diviene massimale.

Nella seconda e terza fase entrano in gioco in modo preminente differenti meccanismi atti ad instaurare il recupero quali:

riparazione del danno dopo la lesione, specie se si è verificata per un tempo limitato;

adattamento dovuto alla modificazione della sensibilità dei recettori periferici da parte del sistema nervoso centrale; praticamente si verifica un cambiamento della risposta durante l’applicazione di uno stimolo con successiva diminuzione della risposta stessa;

assuefazione consiste nella riduzione dell’intensità e della durata delle reazioni provocate da ripetute esposizioni a situazioni scatenanti;

compenso che consiste nell’attivazione di funzioni complementari che si sovrappongono alle funzioni dell’equilibrio compromesse. Questo meccanismo è dovuto alla plasticità neuronale in quanto non inibisce una risposta sensoriale come nel caso dell’assuefazione ma al contrario si ha una valorizzazione, a livello delle strutture centrali, delle informazioni sensoriali residue, soprattutto delle visive e di quelle propriocettive. Praticamente questo è un fenomeno di apprendimento positivo che prevede il riordino ed il ri-apprendimento senso-motorio che implica l’attivazione di strutture cerebrali centrali che hanno funzione di integrazione

La riabilitazione vestibolare è una terapia che non è in grado di interferire con gli agenti etiologici ne con i meccanismi patogenetici ma ha come scopo quello di ripristinare quelle funzioni che sono state alterate favorendo l’attività adattativa, compensatoria o addirittura favorendo l’abitudine allo stato patologico.

Il trattamento che viene proposto non è  quindi in relazione al tipo di patologia rilevata dalla diagnostica effettuata ma varia in relazione alla situazione funzionale residua del sistema vestibolare e delle sue componenti.

Mentre nei pazienti affetti da lesioni periferiche la riabilitazione vestibolare ha il compito di favorire i naturali processi di compenso spontaneo diverso è il trattamento nelle situazioni in cui vi sia una difficoltà nell’adattamento e per questo si devono cercare le cause che incidano sul recupero funzionale.

Poiché il sistema dell’equilibrio è un sistema complesso ed è derivato dal corretto funzionamento di altri sotto sistemi quali il visivo ed il somatosensoriale e dalla loro integrazione è indispensabile la collaborazione con altre figure professionali per individuare gli eventuali deficit degli altri sistemi che non permettono il benessere fisico del paziente.

Vi sono alcune situazioni che riducono, rallentano o addirittura inibiscano il compenso; fra queste quelle che meritano di essere segnalate sono:

patologia centrale o mista (centrale e periferica);

lesioni vestibolari bilaterali

patologia visiva

patologia osteo muscolare

età avanzata

ansia e depressione

ridotta disponibilità di tempo da dedicare agli esercizi propos

terapie farmacologiche che abbiano azione sedativa.

A scopo esemplificativo si suggeriscono alcuni metodi di rieducazione e/o riabilitazione vestibolare:

Tecnica FIVE

VHT

Tecnica Brandt – Daroff


Dott. Tiziano Guadagnin

Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Firenze
Specialista in Otorinolaringoiatria presso l’Università di Padova
Specialista in Foniatria presso l’Università di Padova
Master di II livello in Otoneurologia presso l’Università di Siena
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